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Invito al cinema

Per la prima volta, a Miami, gli eterosessuali sono stati invitati ufficialmente a partecipare a un film festival gay/lesbico.

Si è concluso il Gay & Lesbian Film Festival di Miami. Durante la settimana precedente all'inaugurazione, gli organizzatori avevano dichiarato che il fatto che moltissime persone non siano gay, non significava che non fossero invitate all'evento. Il direttore del Festival, Robert Rosenberg, ha cercato in tutti i modi di sensibilizzare gli eterosessuali della Florida del sud, che non hanno mai prestato attenzione all'evento negli anni scorsi. Lo ha pubblicizzato sulle principali stazioni radio e ha coinvolto sponsor importanti. Ma nonostante fosse ottimista, Rosemberg sapeva che quest'anno non sarebbe cambiato molto rispetto agli anni precedenti. "Dobbiamo ancora scalare montagne impervie, perché la gente smetta di avere pregiudizi nei confronti di un film festival gay e lesbico", ha dichiarato il direttore. "Gli eterosessauli non vogliono venire al festival, anche se c'è un film che li interessa, perchè pensano che la loro presenza implicherebbe il fatto di essere omosessuali. Temono di non sentirsi a proprio agio e di non essere i benvenuti". Nonostante tutto, Rosemberg non si lamenta. In quattro anni il festival ha raddoppiato il suo pubblico, passando da 5000 a 10000 spettatori. Incoraggiato dalla crescita, quest'anno il direttore ha deciso di presentare i film selezionati per la serata di apertura e di chiusura al Gusman Center for the Performing Arts. "Partecipando al Gusman, saremmo accetati dalla comunità culturale della Florida del sud e il nostro pubblico non sarebbe formato più da una minoranza, gay o lesbiche, ispanici o surfisti che siano". Il Festival aveva in concorso più di 60 tra lungo e cortometraggi, provenienti da tanti paesi come la Spagna, l'Argentina, Hong Kong e la Slovenia, e includeva 10 opere prime statunitensi.

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Paris in Rete

Un hacker telefonico sarebbe riuscito a violare il T-Mobile Sidekick dell'ereditiera Paris Hilton e ad impossessarsi di fotografie, indirizzi, e-mail inviati e ricevuti. Il tutto è stato poi messo in rete. GorillaMask è stato uno dei primi siti a pubblicare il materiale e uno dei primi a toglierlo per non incorrere in sanzioni legali. Il danno, comunque, era già stato fatto e uno spaccato della vita privata di Paris e dei suoi amici famosi è a portata di mano di fans e curiosi. Nella rubrica c'erano i numeri di Christina Aguilera, Eminem, Fred Durst, Andy Roddick e altri giovani VIP. Il pezzo forte sarebbe rappresentato dalla foto di Paris in topless mentre bacia sulla bocca la VJ della MTV Latino Americana Eglantina Zingg, anche lei in topless. La foto sarebbe stata spedita da Paris a un boyfriend come regalo di compleanno. Secondo un portavoce della Sidekicks, l'hacker avrebbe forzato il cellulare di Paris semplicemente indovinando a caso la sua password, Tinkerbell, il nome dell’inseparabile Chihuahua. Anche Fred Durst, cantante dei Limp Bizkit, è finito nudo in Rete. Durst, tra l’altro ex fidanzato di Paris, aveva realizzato un filmato di tre minuti che mostrava un suo amplesso con una ragazza rimasta per ora sconosciuta. Il filmato è finito su Internet come le foto di Paris Hilton. Secondo Durst, però, non sarebbe stato violato il suo T-Mobile, ma il computer di casa.

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Le Mamme di Lesbo

Una coppia lesbica del Vermont, negli Stati Uniti, ha vinto una causa di adozione iniziata cinque anni fa. Il cerificato di nascita del figlio è ora valido e le due donne, Holly Perdue e Cheri Goldstein sono ormai ufficialmente genitori. La questione legale, trascinatasi così a lungo, riguarda la giurisdizione di due stati diversi, il Vermont e il Mississipi. La validità della pratica di adozione non era mai stata messa in discussione dal tribunale del Vermont, anzi, era stata approvata nel 2000. Quando le due donne si sono trasferite nel Mississipi, si sono accorte che il figlio non poteva essere incluso nei loro passaporti e che le autorità non avrebbero rilasciato loro uno stato di famiglia. Il problema era molto serio anche perché il ragazzino non poteva neanche essere iscritto a scuola. "Per la legge del Mississipi era come se non esistesse" ha dichiarato Holly che lo aveva cresciuto da quando era nato. La controversia è stata risolta dal giudice William Hale Singletary il quale ha deliberato che: "Anche se lo stato del Mississipi ha dichiarato illegali le adozioni da parte di coppie omosessuali, così non è per il Vermont. Non era illegale neanche nel Mississipi all'epoca dell'inoltro della domanda, quindi l'adozione è legale". Nonostante la  vittoria, Holly e Cheri hanno deciso di tornare nel Vermont con loro figlio.

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Genitori un po' speciali

Un numero sempre maggiore di coppie gay e lesbiche si uniscono per mettere al mondo bambini, formando famiglie allargate all'interno delle quali crescerli. I bambini sono concepiti normalmente col metodo dell'inseminazione artificiale fai-da-te. Il fenomeno, nato in Inghilterra, ha avuto un vero boom in America. L'opinione pubblica, riguardo alla nascita di queste famiglie, è spaccata in due. I più tradizionalisti temono che i bambini possano crescere in uno stato di confusione mentale riguardo alla loro identità sessuale. Quelli che, al contrario, difendono i diritti delle coppie gay e lesbiche sostengono che se una relazione è stabile e duratura, i bambini non subiranno alcun danno e potranno trarre beneficio dalla presenza di quattro genitori amorevoli. Circa tre anni fa Sue, un'insegnante elementare di 35 anni, ha deciso di avere un bambino con la sua compagna, Kim, che aveva già due figli da un precedente relazione eterosessuale. "Volevamo che il donatore dello sperma, il padre, non avesse nessun tipo di contatto con il bambino, anche se pensavamo di spedirgli delle fotografie nel corso della sua crescita" ha detto Sue. Sue e Kim hanno incontrato John, un dottore gay di 34 anni, che ha donato il suo sperma. Due mesi più tardi Sue era incinta di Jack che oggi ha due anni e dopo un po' è arrivata Kate. Quando John si è offerto come donatore, pensava che il suo ruolo sarebbe stato soltanto quello. Ma ha cambiato idea non appena è nato il bambino. "Mi vergognavo di dirle che ci avevo ripensato, che avrei voluto fare davvero il padre. E un giorno è arrivata una telefonata e una voce ha detto - E' un maschio - dieci minuti dopo stavo guardando quello che, geneticamente parlando, era mio figlio e ho capito che non avrei potuto mantenere il patto e farmi da parte".

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La delusione cocente di aver inutilmente atteso che le mie sorelle partecipassero, come visitatrici, alla mia notte d’amore fu temperata solo dalle emozioni dolcissime e intense che le mie amiche mi avevano donato. Il pensiero della mia prima volta nel culo di Edith mi mandava in estasi, continuavo a ripensare senza tregua a quel canale caldissimo e bagnato che aveva accolto il mio pisello e lo aveva stretto in un abbraccio finora sconosciuto, ma talmente eccitante... Però avevo in mente di andare in fondo al discorso dell’assenza di Virginie e Jacqueline. Confuso ed eccitato com’ero, non avevo più pensato all’evento più eccitante che avrebbe potuto verificarsi quella notte: la visita delle mie sorelle. Me ne resi conto quasi improvvisamente, dopo aver riversato l’ultimo fiotto di sperma nel culo di Edith e mi guardai attorno: la stanza era vuota. Le mie sorelle non erano venute: una delusione enorme mi assalì e spezzò per un attimo la gioia e la frenesia di quella esperienza nuova che le ragazze mi avevano fatto provare. Era la prima volta che avevo provato a metterlo nel culo di qualcuno, ed era stato meraviglioso. Io mio pisello, piano piano, cominciò a sgonfiarsi ed io lentamente, lo estrassi dal culo di Edith, che continuava ancora ad ansimare e a mugolare. Poi mi resi conto che Annette non aveva mai smesso di leccarle fica e clitoride. Anzi, mentre io estraevo il mio cazzo, dal buco del culo ormai completamente allargato di Edith sgorgò un fiotto di sperma, che scomparve immediatamente nella bocca di Annette, che, con aria sognante, lo ingoiò. Avevo realizzato che il semplice pensiero che ci fossero mi intrigava da morire. Il fatto poi che fossero le mie sorelle non mi inibiva assolutamente: forse perché non avevamo mai avuto segreti fra noi, senza dubbio la complicità che si era creata mi impediva di avere qualsiasi pudore nei loro confronti.

Gli Imperdibili
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Postato: 07.03.05 10:43

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